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Arcangelo Michele

Arcangelo Michele

Arcangelo Gabriel

Arcangelo Gabriel

Argangelo Raffaele

Argangelo Raffaele

Arcangelo Metatron

Arcangelo Metatron

invocazione Arcangelo Metatron

Angelo Metatron,

che con i Serafini formi la sfera sublime della Luce e del Fuoco prmordiale,

rendi potente e scintillante la Fiamma della mia inquietudine spirituale

affinchè il mio desiderio ardente di proghedire

nella ricerca della Verità

non si spenga mai,

poichè sei Tu, siete Voi, ad avere innescato in me questo incendio.

Angelo Metatron,

che il Tuo Fuoco Divino possa fare sì

che io non resti mai indifferente

a quando accade intorno a me.

Angelo Metatron e Serafini,

mantenete vivo il Fuoco,

nelle mie idee, nei miei progetti, nel mio desiderio di rendere servizio,

di essere utile al mio prossimo.

Serafini di Keter,

bruciate tutte le scorie, tutte le impurità

che i miei desideri attraggono,

affinchè nei miei sentimenti non sopravviva nient'altro

che l'aspirazione ardente di allontanarmi da tutto cio' che è perveso,

mediocre, frutto dell'astuzia.

Ma dona anche al mio corpo,

Principe del Mondo,

il calore necessario,

per una buona salute,

poichè voglio essere utile nel lavoro umano che mi hai assegnato.

Principe Metatron,

Serafini di Keter,

Signori del Dominio Infinito del Fuoco Celeste:

dal mio livello umano

io vi invio un saluto colmo d'Amore.



Sigillo dell'Arcangelo Metatron

Sigillo dell'Arcangelo Metatron

Padre Nostro in aramaico

Padre Nostro in aramaico

Mandala dei 7 Sigilli

Mandala dei 7 Sigilli

mercoledì 29 ottobre 2008

Ama


Ama finche’ non ti fa male,
e se ti fa male,
proprio per questo sara’ meglio.
Perche’ lamentarsi?
Se accetti la sofferenza
e la offri a Dio, ti dara’ gioia.
La sofferenza
e’ un grande dono di Dio:
chi l’accoglie,
chi ama con tutto il cuore,
chi offre se stesso
ne conosce il valore.

Buddha




Buddha Gautama (Kapilavastu, attuale Nepal 563 ca-486 ca. a.C.), fondatore del buddhismo. Il suo patronimico, nome del Buddha storico, è Gautama, mentre l'epiteto Buddha significa "l'Illuminato, il Risvegliato".

Tra le fonti antiche, una cronologia singalese pone l'ultimo nirvana di Buddha circa 218 anni prima della consacrazione del re Aßoka (273 a.C.), mentre le fonti sanscrite e cinesi situano la scomparsa di Buddha un secolo dopo la consacrazione di Aßoka; risulta pertanto arduo separare leggenda e realtà, e collocare storicamente le vicende della vita del Buddha, poiché i resoconti a noi pervenuti non sono attendibili.

Il primo periodo
Buddha, discendente della casta dei guerrieri Sakya, ebbe nome di Siddharta; prima della sua nascita la madre ebbe un sogno premonitore, e dopo il parto morì; il bimbo venne allevato dal padre nel più grande sfarzo. Siddharta sembrava mostrare una precoce tendenza contemplativa, mentre il padre l'avrebbe voluto guerriero e sovrano anziché monaco, sicché si sposò giovane, ebbe un figlio e partecipò alla vita di corte.
La tradizione vuole che il Buddha abbia intrapreso la ricerca dell'illuminazione a 29 anni quando, incontrando un vecchio, un malato e un morto, comprese improvvisamente che la sofferenza accomuna tutta l'umanità. Dopo essersi imbattuto in un monaco mendicante, calmo e sereno, stabilì di rinunciare alla famiglia, alla ricchezza e al potere per cercare la verità.
Siddharta vagabondò per diversi anni, soggiornando presso alcuni asceti, poi si stabilì nei pressi dell'attuale Gaya con cinque seguaci, trascorrendovi quasi sei anni nel più rigido ascetismo, fino quasi a morirne; comprendendo infine l'inutilità del digiuno, tornò gradualmente a una dieta normale e si alienò così le simpatie dei suoi discepoli, che videro nel suo gesto un segno di debolezza.

L'illuminazione
All'età di 35 anni, al Buddha, seduto sotto un fico sacro a Bodh Gaya, si spalancò l'illuminazione perfetta: egli meditò una notte intera fino a raggiungere il nirvana. Buddha conseguì, con la meditazione, livelli sempre maggiori di consapevolezza: afferrò la conoscenza delle Quattro nobili verità e dell'Ottuplice sentiero e visse a quel punto la Grande Illuminazione, che lo liberò per sempre dal ciclo della reincarnazione (vedi Trasmigrazione): dotato di sovrumana intelligenza, trascorse le settimane seguenti a contemplare i vari aspetti del dharma (legge) che aveva compreso.

Il Buddha come maestro
Il Buddha decise di predicare il dharma recandosi dapprima a Benares (Varanasi) dai suoi antichi discepoli, che lo accolsero come maestro e divennero monaci; tenne poi il suo primo sermone, in cui espose le dottrine fondamentali del buddhismo, come il principio fondamentale della "via di mezzo", disciplina monastica che equilibra gli estremi della rinuncia a se stessi e dell'indulgenza verso se stessi.
Accompagnato dai discepoli, Buddha percorse la valle del Gange, diffondendo la sua dottrina e fondando comunità monastiche che accoglievano chiunque, indipendentemente dalla condizione sociale. Si stabil` quindi in un monastero donatogli da un facoltoso ammiratore a Savatthi (sanscrito, Sravasti). Sebbene I monasteri a lui ispirati sorsero numerosi nelle principali città lungo il Gange, la sua lunga carriera di maestro e guida spirituale non fu del tutto esente da problemi, tentativi di scisma e persino di assassinio.

La morte e la fama del Buddha
Dopo una vita dedicata all'attività missionaria, Buddha morì a Kusinagara, in Nepal, a ottant'anni. A quanto pare predisse la sua morte e ne avvisò i discepoli, ma rifiutò di fornire indicazioni precise riguardo all'organizzazione futura e alla diffusione della sua dottrina, sostenendo di aver già insegnato loro quanto fosse necessario per la salvezza.
Il Buddha fu una figura straordinaria; fondò una nuova, grande religione e, ribellandosi agli estremi edonistici, ascetici e spiritualistici della disciplina religiosa coeva e al sistema delle caste, influenzò profondamente lo stesso induismo. Il suo rifiuto della speculazione metafisica e il suo pensiero logico introdussero un'importante tendenza analitica che era sempre mancata nella tradizione indiana.

http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/Buddismo/BUDDISMO.html

I Ching: il Libro dei Mutamenti



Il “Libro dei Mutamenti” è un libro sulla vita, un libro che contiene la descrizione di tutti gli eventi e i comportamenti umani. È un libro nato in Cina più di tremila anni fa, che si può leggere per assorbirne, pagina dopo pagina, gli insegnamenti assennati, o che si può interrogare per chiedere consigli. Quando è interrogato sembra aprirsi da solo, sfogliando le sue pagine fino al punto in cui è scritta la risposta, scelta esclusivamente per noi, in quel preciso momento della nostra vita, tra le migliaia di risposte possibili. Ciò che ci viene mostrato è un quadro complesso e ricco di significati. Le spiegazioni sono precise e minuziose e quanto piú abili ed attenti lettori siamo, tanto più riusciamo a comprendere e ad apprendere. Le parole del “Libro dei Mutamenti” descrivono, mettono in luce, rivelano, prevedono, suggeriscono, insegnano. Descrivono l’evento su cui è stata posta la domanda e ne mettono in luce la natura e il significato profondo, rivelano imparzialmente e senza pregiudizi quali forze siano in campo e verso quale direzione sospingano gli accadimenti, prevedono gli ostacoli e i conflitti e suggeriscono il modo per evitarli, insegnano quali siano i comportamenti adeguati alla circostanza e quali siano da evitare perché inadeguati e perciò dannosi per tutti.

Il “Libro dei Mutamenti” è scritto per tutti coloro che vogliono sapere quali siano il tempo e il ritmo giusto per le loro azioni, che pensano prima di agire e che si sentono responsabili di ciò che fanno, che vogliono comprendere gli eventi ai quali stanno andando incontro e “andare con il tempo”, il che significa agire con il favore delle circostanze, tenendo conto delle leggi non scritte che regolano le relazioni umane, dei comportamenti altrui e dell’ambiente in cui si muovono.

Consultando il Libro dei Mutamenti si può immaginare di entrare in contatto con una persona vecchia e saggia, gentile e serena, che sa vedere l’essenza delle cose. Così come si farebbe durante una conversazione si pongono domande e si chiede un orientamento e un aiuto a capire meglio gli eventi della nostra vita, noi stessi e gli altri. Le risposte sono immagini che descrivono in modo particolareggiato le circostanze, prevedendone l’evoluzione e insegnando a guardare gli eventi in modo obiettivo. I consigli che si ricevono sono indicazioni sul cammino da seguire e sul modo di risolvere le difficoltà, avvertimenti dei rischi e dei pericoli insiti nella situazione, conferme, incoraggiamenti e rassicurazioni, oppure inviti chiari a fermarsi o agire diversamente.

Per noi occidentali l’I Ching rappresenta una prospettiva diversa, poiché indica come raggiungere una meta senza utilizzare la razionalità ma la filosofia: non si impongo cambiamenti, ma si indicano strade e spiegazioni del perché una certa situazione esiste e come potrebbe mutare in base a determinati comportamenti.

La Genesi del libro del’I Ching è sconosciuta e va ben oltre la memoria storica, ma si pensa che possa risalire a più di 5000 anni fa, come dimostrato da alcuni documenti che lo fanno collegare alla figura mistica di Fuhsi, suo inventore. I Padri ispiratori della saggezza deil’I Ching sono il Re Wen, il duca di Chou, Confucio e il già nominato Fuhsi, così come gli Imperatori e i Re delle varie dinastie che si susseguirono nei millenni, e che aggiunsero di volta in volta sentenze e commenti fino a raccogliere 64 Segni (chiamati anche "Esagrammi"). Durante tutta la vita del duca di Chou, l’I Ching fu usato come testo oracolare con il titolo "I mutamenti di Chou", e fu in questo periodo che Confucio ne venne a conoscenza, traendone insegnamenti profondi che influirono in maniera determinante sul suo carattere: così come nel libro del’I Ching, Confucio asseriva che per raggiungere l'armonia dentro di noi e con il mondo bisogna coltivare la propria personalità, rafforzandola e nobilitandola. Confucio contribuì alle stesura della nuova versione del libro aggiungendo commenti che sono riportati in una parte dei testi moderni. Anche Lao-Tze aveva fatto del’I Ching una propria filosofia, che si espresse come base per la dottrina taoista da lui fondata, e che comprendeva i valori di amore figliare, devozione, sincerità, compassione, pazienza, semplicità e concordia.

In Cina, durante i secoli successivi e tra alterne fortune, i responsi del libro furono richiesti da filosofi, politici e anche gente comune per avere una indicazione su importanti decisioni da prendere, ed è utilizzato tutt'oggi. In Giappone il libro del’I Ching viene consultato prima di grandi trattative ed è materia di studio nelle Università. In Europa la diffusione del’I Ching cominciò nel 1600, portato dai monaci gesuiti, ma che ebbe scarso successo a causa di traduzioni grossolane e poco comprensibili. Soltanto nel 1911, grazie a Richard Wilhelm, missionario e pastore tedesco vissuto in Cina per oltre 20 anni, si iniziò una seria traduzione in tedesco che durò 12 anni, attraversando epoche drammatiche come la rivoluzione cinese del 1911 e la prima guerra mondiale del 1915. Nel 1924 il libro fu finalmente pubblicato e riscosse un immediato e meritato successo non solo in Germania, ma in tutta l'Europa. A questa traduzione in tedesco ne seguirono un'altra in inglese nel 1949, e in italiano nel 1950. Entrambe le traduzioni ebbero l'onore di allegare una prefazione del celebre Carl Gustav Jung, che ne illustrò struttura e impressioni dopo una attenta consultazione.
A partire da allora l’I Ching, il Libro dei Mutamenti, divenne una patrimonio culturale e fonte di conforto spirituale per milioni di persone.

Il Libro dei Mutamenti è probabilmente il libro più vecchio sul pianeta. La funzione di reale autore del libro fu inizialmente attribuita a Fu Hsi , il governante della Cina durante il terzo millennio a.C. Storicamente il libro fu prevalentemente usato come un almanacco per l'agricoltura, la caccia e la pesca, fino a quando il Re Wen, fondatore della dinastia Chou (1150-249 a.C.) non scrisse i saggi sui significati dei 64 Esagrammi.

(materiale raccolto da internet)






lunedì 27 ottobre 2008

Il Vangelo Di San Tommaso


Queste sono le parole segrete che Gesù il Vivente ha detto e Didimo Giuda Tommaso ha trascritto.

1.) Egli disse: "Chiunque trova la spiegazione di queste parole non gusterà la morte".

2. Gesù disse: "Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno commossi. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto."

3. Gesù disse, "Se i vostri capi vi diranno, 'Vedete, il Regno è nei cieli', allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, 'È nei mari', allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi.

Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa."

4. Gesù disse, "L'uomo di età avanzata non esiterà a chiedere a un bambino di sette giorni dov'è il luogo della vita, e quell'uomo vivrà.

Perché molti dei primi saranno ultimi, e diventeranno tutt'uno."

5. Gesù disse, "Sappiate cosa vi sta davanti agli occhi, e quello che vi è nascosto vi sarà rivelato.
Perché nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato."

6. I suoi discepoli gli chiesero e dissero, "Vuoi che digiuniamo? Come dobbiamo pregare? Dobbiamo fare elemosine? Quale dieta dobbiamo osservare?"

7. Gesù disse, "Non mentite, e non fate ciò che odiate, perché ogni cosa è manifesta in cielo. Alla fine, nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato, e nulla di quanto è celato resterà nascosto."

7. Gesù disse, "Fortunato è il leone che verrà mangiato dall'umano, perché il leone diventerà umano. E disgraziato è l'umano che verrà mangiato dal leone, poiché il leone diventerà comunque umano."

8. E disse, "L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità. Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"

9. Gesù disse, "Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il centoventi per uno."

10. Gesù disse, "Ho appiccato fuoco al mondo, e guardate, lo curo finché attecchisce."

11. Gesù disse, "Questo cielo scomparirà, e quello sopra pure scomparirà.

I morti non sono vivi, e i vivi non morranno. Nei giorni in cui mangiaste ciò che era morto lo rendeste vivo. Quando sarete nella luce, cosa farete? Un giorno eravate uno, e diventaste due. Ma quando diventerete due, cosa farete?"

12. I discepoli dissero a Gesù, "Sappiamo che tu ci lascerai. Chi sarà la nostra guida?"

Gesù disse loro, "Dovunque siate dovete andare da Giacomo il Giusto, per amore del quale nacquero cielo e terra."

13. Gesù disse ai suoi discepoli, "Paragonatemi a qualcuno e ditemi come sono."

Simon Pietro gli disse, "Sei come un onesto messaggero."

Matteo gli disse, "Sei come un filosofo sapiente."

Tommaso gli disse, "Maestro, la mia bocca è totalmente incapace di esprimere a cosa somigli."

Gesù disse, "Non sono il tuo maestro. Hai bevuto, e ti sei ubriacato dell'acqua viva che ti ho offerto."

E lo prese con sé, e gli disse tre cose. Quando Tommaso tornò dai suoi amici questi gli chiesero, "Cosa ti ha detto Gesù?"

Tommaso disse loro, "Se vi dicessi una sola delle cose che mi ha detto voi raccogliereste delle pietre e mi lapidereste, e del fuoco verrebbe fuori dalle rocce e vi divorerebbe."

14. Gesù disse loro, "Se digiunate attirerete il peccato su di voi, se pregate sarete condannati, e se farete elemosine metterete in pericolo il vostro spirito.

Quando arrivate in una regione e vi aggirate per la campagna, se la gente vi accoglie mangiate quello che vi offrono e prendetevi cura dei loro ammalati.

Dopo tutto, quello che entra nella vostra bocca non può rendervi impuri, è quello che viene fuori dalla vostra bocca che può rendervi impuri."

15. Gesù disse, "Quando vedrete uno che non è nato da una donna, prostratevi e adoratelo. Quello è il vostro Padre."

16. Gesù disse, "Forse la gente pensa che io sia venuto a portare la pace nel mondo. Non sanno che sono venuto a portare il conflitto nel mondo: fuoco, ferro, guerra.

Perché saranno in cinque in una casa: ce ne saranno tre contro due e due contro tre, padre contro figlio e figlio contro padre, e saranno soli."

17. Gesù disse, "Vi offrirò quello che nessun occhio ha visto, nessun orecchio ha udito, nessuna mano ha toccato, quello che non è apparso nel cuore degli uomini."

18. I discepoli dissero a Gesù, "Dicci, come verrà la nostra fine?"

Gesù disse, "Avete dunque trovato il principio, che cercate la fine? Vedete, la fine sarà dove è il principio.

Beato colui che si situa al principio: perché conoscerà la fine e non sperimenterà la morte."

19. Gesù disse, "Beato colui che nacque prima di nascere.

Se diventate miei discepoli e prestate attenzione alle mie parole, queste pietre vi obbediranno.

Perché vi sono cinque alberi per voi in Paradiso: non mutano, inverno ed estate, e le loro foglie non cadono. Chiunque li conoscerà non sperimenterà la morte."

20. I discepoli dissero a Gesù, "Dicci com'è il Regno dei Cieli."

E lui disse loro, "È come un seme di mostarda, il più piccolo dei semi, ma quando cade sul terreno coltivato produce una grande pianta e diventa un riparo per gli uccelli del cielo."

21. Maria chiese a Gesù, "Come sono i tuoi discepoli?"

Lui disse, "Sono come bambini in un terreno che non gli appartiene. Quando i padroni del terreno arrivano, dicono, 'Restituiteci il terreno.' E quelli si spogliano dei loro abiti per renderglieli, e gli restituiscono il terreno.

Per questo motivo dico, se i proprietari di una casa sanno che sta arrivando un ladro staranno in guardia prima che quello arrivi e non gli permetteranno di entrare nella loro proprietà e rubargli i loro averi.

Anche voi, quindi, state in guardia nei confronti del mondo. Preparatevi con grande energia, così i ladri non avranno occasione di sopraffarvi, perché la disgrazia che attendete verrà.

Che fra voi ci sia qualcuno che comprenda.

Quando il raccolto fu maturo, lui arrivò subito con un sacco e lo mieté. Chiunque abbia due buone orecchie ascolti!"

22. Gesù vide alcuni neonati che poppavano. Disse ai suoi discepoli, "Questi neonati che poppano sono come quelli che entrano nel Regno."

E loro gli dissero, "Dunque entreremo nel regno come neonati?"

Gesù disse loro, "Quando farete dei due uno, e quando farete l'interno come l'esterno e l'esterno come l'interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l'uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno."

23. Gesù disse, "Sceglierò fra voi, uno fra mille e due fra diecimila, e quelli saranno come un uomo solo."

24. Dissero i suoi discepoli, "Mostraci il luogo dove sei, perché ci occorre cercarlo."

Lui disse loro, "Chiunque qui abbia orecchie ascolti! C'è luce in un uomo di luce, e risplende sul mondo intero. Se non risplende, è buio."

25. Gesù disse, "Amate il vostro amico come voi stessi, proteggetelo come la pupilla del vostro occhio."

26. Gesù disse, "Voi guardate alla pagliuzza nell'occhio del vostro amico, ma non vedete la trave nel vostro occhio. Quando rimuoverete la trave dal vostro occhio, allora ci vedrete abbastanza bene da rimuovere la pagliuzza dall'occhio dell'amico."



27. "Se non digiunate dal mondo, non troverete il Regno. Se non osservate il Sabato come Sabato non vedrete il Padre."

28. Gesù disse, "Ho preso il mio posto nel mondo, e sono apparso loro in carne ed ossa. Li ho trovati tutti ubriachi, e nessuno assetato. Il mio animo ha sofferto per i figli dell'umanità, perché sono ciechi di cuore e non vedono, poiché sono venuti al mondo vuoti, e cercano di andarsene dal mondo pure vuoti.

Ma nel frattempo sono ubriachi. Quando si libereranno dal vino, cambieranno condotta."

29. Gesù disse, "Se la carne fosse nata a causa dello spirito sarebbe una meraviglia, ma se lo spirito fosse nato a causa del corpo sarebbe una meraviglia delle meraviglie.

Eppure mi stupisco di come questa grande ricchezza si sia ridotta in tale miseria."

30. Gesù disse, "Dove ci sono tre divinità, esse sono divine. Dove ce ne sono due o una, io sono con lei."

31. Gesù disse, "Nessun profeta è benvenuto nel proprio circondario; i dottori non curano i loro conoscenti."

32. Gesù disse, "Una città costruita su un’alta collina e fortificata non può essere presa, né nascosta."

33. Gesù disse, "Quanto ascolterete con le vostre orecchie, proclamatelo dai vostri tetti ad altre orecchie.

Dopo tutto, nessuno accende una lampada per metterla in un baule, né per metterla in un posto nascosto. Piuttosto, la mette su un lampadario così che chiunque passi veda la sua luce."

34. Gesù disse, "Se un cieco guida un cieco, entrambi cadranno in un fosso."

35. Gesù disse, "Nessuno può entrare nella casa di un uomo robusto e prenderla con la forza se prima non gli lega le mani. A quel punto uno può sottrargli la casa."

36. Gesù disse, "Non vi tormentate, dalla mattina alla sera, al pensiero di cosa indossare."

37. I suoi discepoli dissero, "Quando ci apparirai, e quando tornerai a visitarci?"

Gesù disse, "Quando vi spoglierete senza vergognarvi, e metterete i vostri abiti sotto i piedi come bambini e li distruggerete, allora vedrete il figlio di colui che vive e non avrete timore."

38. Gesù disse, "Spesso avete desiderato ascoltare queste parole che vi dico, e non avevate nessuno da cui ascoltarle. Vi saranno giorni in cui mi cercherete e non mi troverete."

39. Gesù disse, "I Farisei e gli accademici hanno preso le chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Non sono entrati, e non hanno permesso a quelli che volevano entrare di farlo.

Quanto a voi, siate furbi come serpenti e semplici come colombe."

40. Gesù disse, "Una vite è stata piantata lontano dal Padre. Poiché non è robusta, sarà sradicata a morrà."

41. Gesù disse, "Chiunque ha qualcosa in mano riceverà di più, e chiunque non ha nulla sarà privato anche del poco che ha."

42. Gesù disse, "Siate come passanti."

43. I suoi discepoli gli dissero, "Chi sei tu per dirci queste cose?"

"Non comprendete chi sono da quello che dico.

Invece, siete diventati come i Giudei, che amano l'albero ma odiano i frutti, o amano i frutti ma odiano l'albero."

44. Gesù disse, "Chiunque bestemmia contro il Padre sarà perdonato, e chiunque bestemmia contro il figlio sarà perdonato, ma chiunque bestemmia contro lo spirito santo non sarà perdonato, né sulla terra né in cielo."

45. Gesù disse, "L'uva non si coglie dai rovi, né i fichi dai cardi, poiché essi non danno frutti.

I buoni producono bene da quanto hanno accumulato; i cattivi producono male dalla degenerazione che hanno accumulato nei loro cuori, e dicono cose malvagie. Poiché dal traboccare del cuore producono il male."

46. Gesù disse, "Da Adamo a Giovanni il Battista, fra quanti nacquero da donna nessuno è tanto più grande di Giovanni il Battista da non dover abbassare lo sguardo.

Ma vi dico che chiunque fra voi diventerà un bambino riconoscerà il regno e diventerà più grande di Giovanni."

47. Gesù disse, "Un uomo non può stare in sella a due cavalli o piegare due archi.

E uno schiavo non può servire due padroni, altrimenti lo schiavo onorerà l'uno e offenderà l'altro.

Nessuno beve vino stagionato e subito dopo vuole bere vino giovane. Il vino giovane non viene versato in otri nuovi, altrimenti si guasta.

Non si cuce un panno vecchio su un abito nuovo, perché si strapperebbe."

48. Gesù disse, "Se due persone fanno pace in una stessa casa diranno alla montagna 'Spostati!' e quella si sposterà."

49. Gesù disse, "Beati coloro che sono soli e scelti, perché troveranno il regno. Poiché da lì venite, e lì ritornerete."

50. Gesù disse, "Se vi diranno 'Da dove venite?' dite loro, 'Veniamo dalla luce, dal luogo dove la luce è apparsa da sé, si è stabilita, ed è apparsa nella loro immagine.'

Se vi diranno, 'Siete voi?' dite, 'Siamo i suoi figli, e siamo i prescelti del Padre vivente.'

Se vi chiederanno, 'Qual è la prova che il Padre è in voi?' dite loro, 'È il movimento e la quiete.' "

51. I suoi discepoli gli dissero, "Quando riposeranno i morti, e quando verrà il nuovo mondo?"

Lui disse loro, "Quello che aspettate è venuto, ma non lo sapete."

52. I discepoli gli dissero, "è utile o no la circoncisione?"

Lui disse loro, "Se fosse utile, il loro padre genererebbe figli già circoncisi dalla loro madre. Invece, la vera circoncisione nello spirito è diventata vantaggiosa da ogni punto di vista."

54. Gesù disse, "Beato il povero, perché suo è il regno dei cieli."

55. Gesù disse, "Chi non odierà suo padre e sua madre non potrà essere mio discepolo, e chi non odierà fratelli e sorelle, e porterà la croce come faccio io, non sarà degno di me."

56. Gesù disse, "Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto una carcassa, e di chiunque ha scoperto una carcassa il mondo non è degno."

57. Gesù disse, Il regno del Padre è come un uomo che ha dei semi. Il suo nemico di notte gli ha piantato erbacce fra i semi. L'uomo non ha voluto che i braccianti gli strappassero le erbacce, ma ha detto loro, 'No, altrimenti per strappare le erbacce potreste finire per strappare anche il grano.' Poiché il giorno del raccolto le erbacce saranno molte, e saranno strappate e bruciate."

58. Gesù disse, "Beato l'uomo che si è impegnato e ha trovato la vita."

59. Gesù disse, "Guardate colui che vive finché vivete, altrimenti potreste morire e poi cercare di scorgere colui che vive, e non ne sareste capaci."

60. Vide un samaritano che portava un capretto e andava in Giudea. Disse ai suoi discepoli, "Quell'uomo [...] del capretto." Loro gli dissero, "Così che possa ucciderlo e mangiarlo." Lui disse loro, "Non lo mangerà finché è vivo, ma solo dopo averlo ucciso e ridotto a cadavere."

Loro risposero, "Non potrebbe fare altrimenti."

Lui disse loro, "E così pure voi, cercatevi un posto per riposare, o potreste diventare cadaveri e venire mangiati."

61. Gesù disse, "In due si adageranno su un divano; uno morirà, l'altro vivrà."

Disse Salomè, "Chi sei tu signore? Sei salito sul mio divano e hai mangiato dalla mia tavola come se qualcuno ti avesse inviato."

Gesù le disse, "Sono quello che viene da ciò che è integro. Mi sono state donate delle cose di mio Padre."

"Sono tua discepola."

"Per questa ragione io ti dico, se uno è integro verrà colmato di luce, ma se è diviso, sarà riempito di oscurità."

62. Gesù disse, "Io rivelo i miei misteri a coloro che ne sono degni.

Che la vostra mano sinistra non sappia cosa fa la destra."

63. Gesù disse, "C'era un ricco che aveva molto denaro. Disse, 'Investirò questo denaro così che io possa seminare, mietere e riempire i miei magazzini con il raccolti, e che non mi manchi nulla.' Queste erano le cose che pensava in cuor suo, ma quella stessa notte morì. Chi fra voi ha orecchie ascolti!"

64. Gesù disse, "Un uomo organizzò un ricevimento. Quando ebbe preparato la cena, mandò il suo servo a invitare gli ospiti. Il servo andò dal primo e gli disse, 'Il padrone ti invita.' E quegli disse, 'Ci sono dei mercanti che mi devono dei soldi, e vengono da me stasera. Devo andare a dargli istruzioni. Lo prego di scusarmi ma non posso venire a cena.' Il servo andò da un altro e disse, 'Il padrone ti ha invitato.' Quegli disse al servo, 'Ho comprato una casa, e devo assentarmi per un giorno. Non avrò tempo per la cena.' Il servo andò da un altro e gli disse, 'Il padrone ti invita.' Quegli disse al servo, 'Un mio amico si sposa, e devo preparargli il banchetto. Non potrò venire. Lo prego di scusarmi se non posso venire.' Il servo andò da un altro e gli disse, 'Il padrone ti invita.' Quegli disse al servo, 'Ho comprato una proprietà, e sto andando a riscuotere l'affitto. Non potrò venire, Lo prego di scusarmi.' Il servo ritornò e disse al padrone, 'Quelli che avevi invitato a cena chiedono scusa ma non possono venire.' Il padrone disse al servo, 'Vai per la strada e porta a cena chiunque trovi.'

Acquirenti e mercanti non entreranno nei luoghi del Padre mio."

65. Lui disse, Un [...] uomo possedeva una vigna e l'aveva affittata a dei contadini, così che la lavorassero e gli cedessero il raccolto. Mandò il suo servo dai contadini per farsi consegnare il raccolto. Quelli lo afferrarono, lo picchiarono, e quasi l'uccisero. Poi il servo ritornò dal padrone. Il padrone disse, 'Forse non li conosceva.' Mandò un altro servo, e i contadini picchiarono anche quello. Quindi il padrone mandò suo figlio e disse, 'Forse verso mio figlio mostreranno un qualche rispetto.' Poiché i contadini sapevano che lui era l'erede della vigna, lo afferrarono e lo uccisero. Chi ha orecchie ascolti!"

66. Gesù disse, "Mostratemi la pietra scartata dai costruttori; quella è la chiave di volta."

67. Gesù disse, "Quelli che sanno tutto, ma sono carenti dentro, mancano di tutto."

68. Gesù disse, "Beati voi, quando sarete odiati e perseguitati;

e non resterà alcun luogo, dove sarete stati perseguitati."

69. Gesù disse, "Beati quelli che sono stati perseguitati nei cuori: sono loro quelli che sono arrivati a conoscere veramente il Padre.

Beati coloro che sopportano la fame, così che lo stomaco del bisognoso possa essere riempito."

70. Gesù disse, "Se esprimerete quanto avete dentro di voi, quello che avete vi salverà. Se non lo avete dentro di voi, quello che non avete vi perderà."

71. Gesù disse, "Distruggerò questa casa, e nessuno sarà in grado di ricostruirla [...]."

72. Un uomo gli disse, "Dì ai miei fratelli di dividere con me i loro averi."

Lui disse all'uomo, "Signore, e chi mi ha nominato spartitore?"

Si girò verso i discepoli e disse, "Non sono uno spartitore, vero?"

73. Gesù disse, "Il raccolto è enorme ma i braccianti sono pochi, perciò pregate il mietitore di mandare i braccianti nei campi."

74. Lui disse, "Signore, sono in molti attorno all'abbeveratoio, ma non c'è nulla nel pozzo."

75. Gesù disse, "In molti si affollano davanti alla porta, ma sarà il solitario ad entrare nella camera nuziale."

76. Gesù disse, "Il regno del Padre è come un mercante che ricevette un carico di mercanzia e vi trovò una perla. Il mercante fu accorto; vendette la mercanzia e si tenne solo la perla.

Così anche voi, cercate il tesoro che è eterno, che resta, dove nessuna tarma viene a rodere e nessun verme guasta."

77. Gesù disse, "Io sono la luce che è su tutte le cose. Io sono tutto: da me tutto proviene, e in me tutto si compie.

Tagliate un ciocco di legno; io sono lì.

Sollevate la pietra, e mi troverete."

78. Gesù disse, "Perché siete venuti nella campagna? Per vedere una canna scossa dal vento? E per vedere un uomo vestito in abiti raffinati, come i capi e i potenti? Quelli sono vestiti in panni raffinati, e non sanno cogliere la verità."

79. Una donna nella folla gli disse, "Fortunato il grembo che ti generò e il seno che ti nutrì."

Lui le disse, "Fortunati coloro che hanno ascoltato la parola del Padre e l'hanno veramente conservata. Poiché vi saranno giorni in cui direte, 'Fortunato il grembo che non ha concepito, e il seno che non ha allattato. ' "

80. Gesù disse, "Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto un cadavere, e chi ha scoperto un cadavere è al di sopra del mondo."

81. Gesù disse, "Lasciate che chi è diventato ricco regni, e che chi ha il potere vi rinunci."

82. Gesù disse, "Chi è vicino a me è vicino al fuoco, e chi è lontano da me è lontano dal regno."

83. Gesù disse, "Le immagini sono visibili alla gente, ma la loro luce è nascosta nell'immagine della luce del Padre. Lui si rivelerà, ma la sua immagine è nascosta dalla sua luce."

84. Gesù disse, "Quando vedete ciò che vi somiglia siete contenti. Ma quando vedrete le immagini che nacquero prima di voi e che non muoiono né diventano visibili, quanto dovrete sopportare!"

85. Gesù disse, "Adamo è partito da un grande potere e una grande ricchezza, ma non era degno di voi. Perché se fosse stato degno, non avrebbe conosciuto la morte."

86. Gesù disse, "Le volpi hanno tane e gli uccelli hanno nidi, ma gli esseri umani non hanno un posto dove stendersi e riposare."

87. Gesù disse, "Quanto è misero il corpo che dipende da un corpo, e quanto è misera l'anima che dipende da entrambi."

88. Gesù disse, "I messaggeri e i profeti verranno da voi e vi daranno ciò che vi appartiene. Voi, da parte vostra, date loro quello che avete, e dite a voi stessi, 'Quando verranno a prendere quello che gli appartiene?'"

89. Gesù disse, "Perché sciacquate l'esterno della coppa? Non capite che quello che ha creato l'interno è anche quello che ha creato l'esterno?"

90. Gesù disse, "Venite a me, perché il mio giogo è confortevole e il mio dominio è gentile, e troverete la vostra pace."

91. Gli dissero, "Dicci chi sei così che possiamo credere in te."

Lui disse loro, "Voi esaminate l'aspetto di cielo e terra, ma non siete arrivati a comprendere colui che è di fronte a voi, e non sapete come interpretare il momento attuale."

92. Gesù disse, "Cercate e troverete.

Nel passato, comunque, non vi ho rivelato le cose che allora mi chiedeste. Ora vorrei dirvele, ma voi non le chiedete più."

93. "Non date le cose sacre ai cani, perché potrebbero gettarle sullo sterco. Non gettate perle ai porci, o potrebbero [...]."

94. Gesù disse, "Colui che cerca troverà, e chi bussa entrerà."

95. Gesù disse, "Se avete denaro, non prestatelo a interesse. Piuttosto, datelo a qualcuno da cui non lo riavrete."

96. Gesù disse, "Il regno del Padre è come una donna. Prese un po’ di lievito, lo nascose nell'impasto, e ne fece grandi forme di pane. Chi ha orecchie ascolti!"

97. Gesù disse, "Il regno è come una donna che portava una giara piena di farina. Mentre camminava per una lunga strada, il manico della giara si ruppe e la farina le si sparse dietro sulla strada. Lei non lo sapeva; non si era accorta di nulla. Quando raggiunse la sua casa, posò la giara e scoprì che era vuota."

98. Gesù disse, "Il regno del Padre è come una persona che voleva uccidere un potente. Prima di uscire di casa sfoderò la spada e la infilò nel muro per provare se il suo braccio riusciva a trapassarlo. Poi uccise il potente."

99. I discepoli gli dissero, "I tuoi fratelli e tua madre sono qui fuori."

Lui disse loro, "Quelli che fanno il volere del Padre mio sono i miei fratelli e mia madre. Sono quelli che entreranno nel regno di mio Padre."

100. Mostrarono a Gesù una moneta d'oro e gli dissero, "Gli uomini dell'imperatore romano ci chiedono le tasse."

Lui disse loro, "Date all'imperatore quello che è dell'imperatore, date a Dio quello che è di Dio, e date a me quel che è mio."

101. "Chiunque non odia padre e madre come me non può essere mio discepolo, e chiunque non ama padre e madre come me non può essere mio discepolo. Poiché mia madre [...], ma la mia vera madre mi ha dato la vita."

102. Gesù disse, "Maledetti i Farisei! Sono come un cane che dorme nella mangiatoia: il cane non mangia, e non fa mangiare il bestiame."

103. Gesù disse, "Beati quelli che sanno da dove attaccheranno i ribelli. Possono organizzarsi, raccogliere le risorse imperiali, ed essere preparati prima che i ribelli arrivino."

104. Dissero a Gesù, "Vieni, oggi preghiamo, e digiuniamo."

Gesù disse, "Quale peccato ho commesso, o di quale impurità mi sono macchiato? Piuttosto, quando lo sposo lascia la camera nuziale, allora lasciate che la gente digiuni e preghi."

105. Gesù disse, "Quando farete dei due uno diventerete figli di Adamo, e quando direte 'Montagna, spostati!' si sposterà."

107. Gesù disse, "Il regno è come un pastore che aveva cento pecore. Una di loro, la più grande, si smarrì. Lui lasciò le altre novantanove e la cercò fino a trovarla. Dopo aver faticato tanto le disse, 'Mi sei più cara tu di tutte le altre novantanove.'"

108. Gesù disse, "Chi berrà dalla mia bocca diventerà come me; io stesso diventerò quella persona, e tutte le cose nascoste gli si riveleranno."

109. Gesù disse, "Il regno del Padre è come una persona che aveva un tesoro nascosto nel suo campo ma non lo sapeva. E quando morì lo lasciò a suo figlio. Il figlio non ne sapeva nulla neanche lui. Diventò proprietario del campo e lo vendette. L'acquirente andò ad arare, scoprì il tesoro, e cominciò a prestare denaro a interesse a chi gli pareva."

110. Gesù disse, "Lasciate che chi ha trovato il mondo, ed è diventato ricco, rinunci al mondo."

111. Gesù disse, "I cieli e la terra si apriranno al vostro cospetto, e chiunque è vivo per colui che vive non vedrà la morte."

Non dice Gesù, "Di quelli che hanno trovato se stessi, il mondo non è degno?"

112. Gesù disse, "Maledetta la carne che dipende dall'anima. Maledetta l'anima che dipende dalla carne."

113. I suoi discepoli gli chiesero, "Quando verrà il regno?"

"Non verrà cercandolo. Non si dirà 'Guarda, è qui!', oppure 'Guarda, è lì!' Piuttosto, il regno del Padre è sulla terra, e nessuno lo vede."

MEDITAZIONE SULLA LUCE - SATHYA SAI BABA - 7/7

http://it.youtube.com/watch?v=Zmn7-iapFo8

MEDITAZIONE SULLA LUCE - SATHYA SAI BABA - 6/7

http://it.youtube.com/watch?v=2UT-kI2iii8

sabato 25 ottobre 2008

Mandala







Mandala è un termine sanscrito che ha molti significati, tutti connessi con l'essenza della vita.
"Manda" significa "essenza"." La" letteralmente vuol dire "ciò che tiene assieme". L'equivalente tibetano "Kyil Khar" significa "centro - circonferenza". Potremmo riassumere il significato di Mandala in ciò che contiene lo schema essenziale dell'esperienza, cioè sia il centro che la periferia.
Il Mandala è un’immagine sintetica e dinamica che raffigura la ricerca del sé, cioè di un centro che aggrega ed integra intorno all’essenza che lo compone un sistema complesso di relazioni in evoluzione, dove attraverso il rapporto che ciascuno elemento mantiene con il centro, tutto è connesso con tutto e l’azione di uno degli elementi si riflette su tutto l’insieme e su ciascun suo componente.
In Sanscrito mandala significa, in primo luogo, cerchio magico o centro, ma, in senso più esteso, designa un aiuto per la meditazione e la concentrazione. Costruito a partire da cerchi e da forme derivate, viene per lo più disegnato e dipinto, ma anche foggiato architettonicamente ed è spesso evidente nelle piante dei templi.
In senso proprio, i mandala sono psicocosmogrammi, ovvero modelli spirituali che rivelano l’arcano gioco delle forze che operano nell’universo e in noi stessi e che pertanto indicano la via della reintegrazione della coscienza.
"Lo stimolo spirituale è quello di tracciare una strada dal tempo all’eternità, è l’ansia di aiutare la coscienza primordiale, che è fondamentalmente una, a ritrovare la sua integrità….
I mandala sono simboli ben architettati, ma ardui, dei quali spesso si ignora oggi dagli stessi adepti la significazione, onde restano dubbi e malsicuri, come libri scritti in una lingua di cui non si conosca più la chiave ma che, a saperli leggere, dicono poi tutti la medesima cosa; ed è quella stessa ansia che tormentava il vate upanishadico: Tamaso ma jyotir gamaya - fammi passare dalla tenebra alla luce”. (Giuseppe Tucci)
La funzione simbolica del mandala va rintracciata nelle primissime epoche della storia dell’uomo. Alcuni antichissimi luoghi di culto sono costruiti in forma circolare, come il megalitico luogo druidico di Stonehenge, risalente all’età del bronzo o alla più antica età della pietra; i disegni rupestri raffigurano spesso forme circolari e spiraliformi; le montagne sacre, gli Ziqqurat, furono erette oltre cinquemila anni fa in Mesopotamia, dove avrebbero dovuto rappresentare sia il cosmo che la storia della creazione; presso molti popoli, le grotte avevano la funzione di luoghi di culto, poiché il loro spazio racchiuso e la loro sezione circolare consentiva di stabilire un collegamento con gli avi e rispecchiava l’incontro tra cielo e terra.
Nella mitologia egiziana, il cerchio è simbolo del cosmo e, nello stesso tempo, espressione del mito della creazione, come nelle tradizioni europea, africana, asiatica e del sud Pacifico.
Gli aborigeni australiani lanciavano con i giavellotti degli enormi mandala sui terreni fertili, gli indiani Pueblos disegnavano sulla sabbia mandala per usi cultuali. In Europa, i mandala, sotto forma di immagini alchemiche e di rosoni delle chiese, esprimevano un ricco simbolismo; in India, esiste una “danza del mandala”, le cui figure create dal movimento hanno il medesimo significato dei disegni. In Tibet, infine, i mandala hanno da sempre un posto ben preciso nella vita religiosa ed esprimono dei complessi concetti filosofici e religiosi. In questa tradizione, la creazione di un mandala viene celebrata secondo regole prestabilite ed ogni segno ha una sua ben precisa funzione e significato.

Chi era il Conte di Saint Germain? una analisi storica a cura di Luca Berto



"Quest'uomo straordinario, re degli impostori e dei ciarlatani affermava con la massima serietà di avere trecento anni, di conoscere il segreto della medicina universale, di essere signore dei quattro elementi e di essere in grado di fondere i diamanti".
Casanova



"Al pari di Prometeo, egli rubò il fuoco
per cui il Mondo esiste e tutto respira,
La Natura al suo comando obbedisce e si muove:
Se non è Dio egli stesso, un Dio possente l'ispira."

Questi versi accompagnano, come una didascalia, il ritratto (incisione a bulino), che potete vedere, esposto nel gennaio 1785 dal Berfinische Monatschnft con il titolo Il Conte di Saint-Germain, celebre Alchimista. L'incisione era stata realizzata due anni prima, da N. Thomas, sulla base di un ritratto del conte, l'unico esistente, dipinto quando questi era a San Pietroburgo, nel 1760, opera del conte italiano Pietro Rotari, artista della corte russa. Il dipinto era poi stato donato alla Marchesa d'Urfé, importante esponente della vita mondana parigina, che si dilettava in esoterismo. Il conte di Saint-Germain è una figura mitica, ammantata da un alone di mistero ed assurta a ruolo di vera leggenda per gli studiosi di esoterismo. Egli non ha mai avuto precise connotazioni biografiche, facendosi chiamare, indifferentemente, Conte di Welldone, Marchese d'Aymar, Conte di San Germano, Monsieur de Surmont o Monsieur de Belmar. Secondo la testimonianza di un occultista, Eliphas Levi, l'uomo noto come Conte di Saint-Germain sarebbe nato in un paese vicino Asti alla fine del 1600, precisamente il 1698, da una relazione fra la regina di Spagna, Marie Annie di Neuburg (rimasta vedova) e l'Amirante di Castilla.

Questa nascita bastarda, ma regale, permise al Conte di disporre di ingenti ricchezze, di farsi una cultura vastissima e di essere ricevuto in tutte le corti d'Europa come un membro dell'alta aristocrazia. Anzi, sarebbe stato utilizzato da Luigi XV per una missione diplomatica delicata in Olanda, poi fallita per la gelosia del Duca di Choiseul, ministro degli esteri. Parlava italiano e francese, anche se con un leggero accento piemontese (anche se alcune fonti citano il conte come un conoscitore assai fine di francese, inglese, spagnolo, portoghese, italiano, tedesco, ebraico, arabo e latino). Il barone di Gleichen, Charles Henri, nella sua cronaca, lo descrive come "un uomo di taglia media, assai robusto, vestito con semplicità magnifica e ricercata", che "aveva fronte spaziosa, occhi penetranti, statura media e forme aggraziate", come, del resto, appare emergere dal ritratto di Thomas. Apparso per la prima volta (o "rinato" come vorrebbe qualcun altro) a Londra nel '43, si schiera al fianco di Giacomo II Stuart nella speranza di farlo tornare sul trono inglese.

Saint-Germain non era sicuramente il suo nome, ma piuttosto un omaggio ai Giacobiti, i nobili fedeli agli Stuart, che si erano rifugiati proprio a Saint-Germain protetti dalla Francia. Fin qui, nulla di particolarmente rilevante. La sua storia, però, comincia a prendere forma a metà dei 1700, quando, ad un ricevimento tenutosi alla corte di Luigi XV incontra la contessa di Vergy. Questa lo saluta affettuosamente, chiedendogli informazioni sul padre che aveva conosciuto una cinquantina di anni prima a Venezia, ma la risposta che ottiene è semplice e sconvolgente: l'uomo conosciuto era proprio lui e per rendere inequivocabile l'affermazione le descrisse dei particolari che solo qualcuno presente allora poteva conoscere! Altra testimonianza di rilevanza storica notevole è quella di Giacomo Casanova: risale a un incontro con il Conte di Saint-Germain nel salotto della marchesa d'Urfè, avvenuto a Parigi, nel 1758. Il veneziano, Massone e direttore delle Lotterie Reali francesi, si dichiarò affascinato dai modi, dallo sfarzo e dalle conoscenze del conte in campo occultistico.

Protetto da madame Pompadour, era già seguito da leggende di immortalità ed eterna giovinezza, quando fu presentato al reggente di Francia che, piuttosto scettico, volle mettere alla prova le sue dichiarate facoltà paranormali e di veggenza. Il re era rimasto impressionato da una storia ascoltata da bambino in cui un procuratore dello Chatelet e dilettante alchimista, un certo Maitre Dumas, era sparito dalla sua abitazione dopo aver ricevuto la visita di un omino nero su un vecchio ronzino ferito. Non solo il conte citò il nome dell'uomo, ma rivelò anche l'esatto indirizzo: rue de l'Hirondelle. Stimolato da Luigi XV, si concentrò ed aggiunse che il cadavere non si era mai trovato in quanto Dumas si era avvelenato nel laboratorio sotterraneo la cui unica entrata era una botola nascosta da alcune lastre mobili nei pressi dell'entrata. Poi si fermò, concludendo che potevano saperne di più solo i seguaci di Rosa-Croce, cosa che il re non era.

"Non posso rispondervi, Sire", avrebbe detto il Conte, aggiungendo poi: "Fatevi Rosa + Croce, Maestà, e vi rivelerò ogni cosa". Il giorno successivo fu riaperta un'inchiesta e tutto fu trovato come descritto. Abbiamo detto che Saint-Germain non volle continuare nella "descrizione" del luogo dove avrebbe trovato il corpo di Dumas a re Luigi XV perché questi non era membro dei Rosa-Croce. Saint-Germain era affiliato al Rosacroce: il suo pseudonimo significava appunto "Vomes Sanctae Fraternitatis" (Socio della Santa Fratellanza). E proprio da questa appartenenza derivavano le sue conoscenze alchemiche, compresa la conoscenza della formula della pietra filosofale, della formula e dei riti per far resuscitare gli avvelenati dai funghi, della formula per far "aumentare di volume" le perle (si pensi che il procedimento per le perle artificiali è stato messo a punto nel 1913), per eliminare i difetti dei diamanti (come leggiamo nei Commentari di Horace Walpole). Proprio su questo punto, nelle Memorie di Madame Pompadure leggiamo come, entrato in contatto con Luigi XV, come detto grazie alla presentazione di Madame Pompadour stessa, il Conte sia riuscito a togliere una macchia a una gemma, rendendola "della più bell'acqua e aumentandone il valore da 6.000 a 10.000 franchi" nel tempo.

Nella prima metà del XVIII secolo, la figura di Saint-Germain si confonde con quella dell'alchimista Lascaris, perché tanti sono i punti di contatto e le coincidenze che taluni li ritengono un'unica persona. Entrambi boemi e legati alla corte di Prussia, riuscirono a trasmutare rame e piombo in oro alla presenza di testimoni attendibili; entrambi sembravano non invecchiare mai e più di un tratto somatico e della personalità coincideva perfettamente. Sadoul, un alchimista contemporaneo che si è interessato alla loro storia, ritiene che Lascaris possa essere un'identità precedente dei conte, che aveva scoperto l'elisir di lunga vita (o qualcosa di simile che lo facesse ringiovanire periodicamente). Imprigionato a Londra per sovversione, riesce a farsi rilasciare e si sposta in Francia dove trova protezione, riuscendo ad entrare nelle grazie di Luigi XV come già detto.

Nel 1760 avrebbe dovuto far ottenere alla Francia un prestito dall'Austria, ma viene accusato di tradimento dal duca di Choiseul e deve riparare in Inghilterra. Da qui si trasferisce in Olanda dove apre un laboratorio alchemico e cambia il suo nome in conte di Saint-Surmont. I guadagni fatti, non sempre in modo lecito, gli permettono di passare in Belgio da cui parte subito dopo alla volta della Russia. Nel 1768 si unisce al generale Orlov, che si diceva avesse aiutato nel portare al trono Caterina II, e viene nominato generale nella guerra contro i Turchi con il nome di Welldone. Sconfitti i seguaci dell'Islam, nel 1770 se ne va in Germania dove si stabilisce definitivamente.


Siamo giunti ormai al 1784 e Saint-Germain, che dimostra una settantina d'anni (anche se, come detto, era nato alla fine del 1600), muore a Eckernforde, nel castello del Principe Carlo di Assia-Cassel (il cui nome da rosacruciano era "Eques a Leone Resurgente"). A questo proposito, va registrato che, una settimana dopo, quando il principe Carlo di Assia Cassel, tornato da una lunga assenza al castello, fece aprire la tomba per rendere l'ultimo saluto al proprio ospite, il cadavere di Saint-Germain non si trovò. Questo fatto si ricollega necessariamente con quanto accade l'anno successivo, quando Saint-Germain viene visto vivo e vegeto, ed enormemente ringiovanito, ad una riunione massonica tenutasi a Wilhelmsbad. Non solo: c'è chi giura di averlo incontrato a Parigi in compagnia di personaggi dalla fama sinistra e maledetta come Mesmer e Cagliostro (una tesi piuttosto fantasiosa vedeva il mago italiano come un allievo iniziatici del Conte, anche se poi i due furono di idee politiche totalmente opposte).

La rivoluzione francese è alle porte e dai diari di Maria Antonietta si viene a sapere dell'avvertimento che le aveva fatto riguardo alle sciagure future. Il rammarico della regina è di non avergli creduto, rifiutandosi di approfondire il discorso. Ma nella capitale francese è pericoloso essere amico dei nobili, quindi il conte ritiene opportuno fare visita a Gustavo III di Svezia, mettendolo in guardia dai pericoli che lo minacciano. Una sua amica, la signorina d'Adhemar, annota sul suo diario lo stupore di averlo trovato giovane come sempre. Ancora giovane sembra essere nel 1882 e la sua leggenda cresce a dismisura tanto da meritarsi un'indagine ufficiale da parte di Napoleone III. Purtroppo non si addiviene a nulla in quanto tutti i documenti relativi alla sua persona erano stati distrutti da un incendio doloso che colpi l'Hotel de la Ville di Parigi nel '71. La storia dei conte sembra giunta al capolinea se il suo nome non comparisse periodicamente negli elenchi di alcune sette esoteriche (come la Società Teosofica di Helena Blavatsky, che lo paragonò a Cristo, Platone e Buddha).

Nel nostro secolo il conte di Saint-Germain viene tirato nuovamente in ballo per giustificare l'esistenza del grande alchimista Fulcanelli che si diceva fosse riuscito ad assurgere al massimo livello di perfezione lasciando il nostro piano temporale e tramutandosi in un androgino. Tanto per cambiare, nessuno lo ha mai visto o può produrre alcuna prova. A Roma, a mezzogiorno di ogni Natale, c'è chi giura che il Conte di Saint Germain appaia sul Pincio, tranquillamente seduto su una panchina ad attendere i suoi seguaci.

E' storicamente provato che il Conte fosse compositore di musica (le sue sonate, stampate dall'editore londinese Waish tra il 1748 e il 1760, furono apprezzate da Mozart e da Gluck), eccellente violinista (il successo dei suoi concerti fu pari, si dice, a quello dei concerti dell'italiano Paganini), abile pittore (anche se privo di originalità artistica) e ingegnoso chimico (aveva elaborato centinaia di procedimenti industriali, per la tintura delle sete, per il cuoio, per la preparazione di oli ed essenze, oltre che per la cosmetica, arte in cui era considerato autore di ricette miracolose). Mentre alcuni lo considerano un grande uomo ("Il più grande sapiente che sia mai esistito", lo definì il landgravio di Hesse), altri lo odiarono profondamente come Casanova. Questo contrasto di sentimenti è chiaramente dovuto al fascino che esercitava, all'entusiasmo con cui contagiava chi lo ascoltava, alla vanità che mostrava (non per nulla molte furono le sue "prede" femminili).

D'altra parte il conte non si tirava mai indietro quando bisognava stupire il prossimo con affermazioni incredibili, come quando asserì di essere stato amico della madre di Maria, Anna, o di essere presente alle nozze di Cana, ricordando addirittura le portate! Concludiamo questo viaggio nel mito di Saint-Germain con un sonetto su "La Creazione", apparso in una raccolta poetica, pubblicata dal libraio-scrivano, Mercier, di Compiègne. Il carattere di questo testo è decisamente ermetico e si dice che l'originale sia della stessa mano del conte. Ecco il testo:


Curioso scrutatore della natura intera,
ho conosciuto dell'universo il principio e la fine,
ho visto l'oro in potenza in fondo alla sua miniera,
ho carpito la sua natura e sorpreso il suo fermento.

Spiegai per quale processo l'anima nel grembo di una madre,
fa la sua casa, la trascina, e come un seme di vite
messo vicino a un chicco di grano, sotto l'umida polvere;
l'uno pianta e l'altro ceppo, sono il pane e il vino.

Niente c'era, Dio volle, niente diviene qualche cosa,
ne dubitavo, cercai su cosa l'universo posasse,
nulla conservò l'equilibrio e servì da sostegno.

Infine, con il peso dell'elogio e del biasimo,
Io pesai l'Eterno, Egli chiamò la mia anima
Io morii, L'adorai, non seppi più nulla.


Innanzitutto, va visto come l'autore ci tenga a precisare di essere riuscito ad entrare nell'intima essenza della natura, di aver compreso i più grandi segreti del cosmo, di essere riuscito a penetrare nei processi che portano alla nascita delle cose e di aver capito come queste si differenziano. Va notato, infine, come, nell'ultima terzina, il Conte (o, comunque, l'autore) dichiari di aver "pesato" l'Eterno. Qui possiamo notare un richiamo alla Società dei Rosa-Croce, che affermavano che, eliminando la propria natura gretta, gli uomini avrebbero potuto raggiungere l'Essenza, che era la "casa" dell'umanità (anche se piuttosto esclusiva). In conclusione, il Conte di Saint-Germain è uno dei personaggi più enigmatici di sempre, artista, politico, mago, alchimista, immortale. Se ci sei, conte, batti un colpo.

IL MAESTRO SAINT GERMAIN






Il maestro Saint Germain è conosciuto anche come conte di Saint Germain, maestro R. o maestro Rakoczi. Il suo lavoro riguarda i riti e le cerimonie esoteriche per la organizzazione dei popoli e i movimenti democratici. Si occupa in modo particolare del futuro sviluppo delle vicende umane in Europa e dello sviluppo mentale in America e in Australia.

Fu comandante dei Cavalieri della Tavola Rotonda e fondatore dei Custodi della Fraternità della Fiamma Violetta, composta da Esseri altamente evoluti che si sono dedicati a tenere accesa la Fiamma Violetta, la Fiamma di Vita, per aiutare l'evoluzione dell'umanità. Nelle lezioni dedicate ai Custodi delle Fiamma, Saint Germain insegna la Legge Divina dell'evoluzione che, attraverso le varie religioni dl mondo, riporta gli uomini alla loro fonte originaria, l'IO SONO, ovvero porta la loro coscienza a comprendere che non sono il loro corpo ma degli esseri spirituali. Ciò avviene attraverso le varie iniziazioni che culminano con il rito dell'Ascensione. Questo è il momento in cui l'anima si riunisce col Spirito e rimane nel Regno dei Cieli con la qualifica di Maestro Asceso



Breve storia del Conte di Saint Germain



L'asceso maestro Saint Germain, è il reggente del Settimo Raggio, il "settimo angelo" profetizzato nell'Apocalisse di Giovanni (Ap 10:7), è anche l'araldo dell'Età dell'Aquario, l'Emissario divino che portaterà la Libertà alla Terra nel prossimo ciclo di circa 2180 anni, detto Età dell'Acquario. Egli risiede nell'intimo tabernacolo presente nel cuore di ogni essere umano e nelle capitali delle varie nazioni
Saint Germain, fu il Re-Imperatore di un civiltà estremamente avanzata, esistita settantamila anni fa, in una regione semi-tropicale dove ora si trova il deserto del Sahara. Egli avrebbe potuto evitare di prendere un corpo fisico, ma preferì farlo per meglio servire il piano di evoluzione dell'umanità.
Mentre era incarnato nella civiltà atlantidea, Saint Germain operò come sacerdote del fuoco sacro nel tempio dell'arcangelo Zadkiel, dove si trova Cuba oggi. Prima che Atlantide affondasse con i cataclismi conosciuti come "diluvio universale", mentre Noè stava costruendo la sua arca e metteva in guardia gli uomini segnalando l'imminente grande inondazione, Saint Germain, accompagnato da alcuni sacerdoti fedeli, trasportò la Fiamma Violetta, dal Tempio della Purificazione a un luogo sicuro nelle colline dei Carpazi in Transilvania. Molto più tardi, Saint Germain ed il suo maestro, il Grande Direttore Divino, stabilirono un ritiro spirituale in quel luogo che venne chiamato "Casa Reale di Ungheria" oppure "Casa Rakoczy". Il maestro saint Germain viene pertanto conosciuto anche come maestro Rakoczy o maestro R
Quando era incarnato come Samuele (che significa "il suo nome è Dio"), profeta di Israele, udì la voce di Dio e rispose, "Parla o Signore, che il tuo servo ti ascolta." In questa vita rivestì la carica di consigliere alla corte dei re Saul e David, ed un giorno divenne colui che negli U.S.A. viene affettuosamente chiamato "Zio Sam"
Circa 2000 anni fa, venne scelto da Dio come protettore di Maria e di Gesù. Si incarnò allora come Giuseppe il falegname. Saputo dall'angelo della decisione di re Erode, fuggì dall'Egitto con Maria ed il suo santo figliolo. Quando Gesù era ancora un ragazzo Giuseppe gli insegnò l'arte del falegname.
Nel III secolo nacque come Amphibalus, un devoto Cristiano, e divenne il primo martire di Inghilterra, più tardi santificato come Sant Alban.
Nel quinto secolo, si incarnò come filosofo greco con il nome di Proclo, e divenne successore di Platone e rettore dell'Accademia Platonica in Atene. Siccome era molto abile nel sintetizzare il lavoro di Platone, i suoi scritti divennero una delle fonti principali da cui le idee dei Neoplatonici si sparsero nel mondo islamico e bizantino.
Come Merlino, fu alchimista e fece da tutore a Re Artù mentre era ancora bambino. Fu lui a far apparire la spada nella roccia che affermò il diritto di Artù al trono. Diede assistenza a re Artù nella fondazione del Santo Ordine dei Cavalieri della Tavola Rotonda e nello stabilire la ricerca del Santo Graal, la coppa dalla quale bevette il vino nostro Signore durante l'Ultima Cena. Con questa coppa viene raffigurato il simbolo della coscienza cristica presente in ogni uomo
Dal 1214 al 1294 visse in Inghilterra come Ruggero Bacone, monaco francescano, filosofo e scienziato, soprannominato Doctor mirabilis. Commentò l'opera di Aristotele e sostenne i nuovi metodi scientifici, fondati sull'esperienza. Tra le sue opere: l'Opus maius (1267-1268) e l'Opus minus ed altri trattati di fisica, chimica, e matematica
Nel quindicesimo secolo, nacque come Cristoforo Colombo (Cristoforo significa "portatore di Cristo). Con la scoperta dei continenti americani rivoluzionò l'intera storia. Attraverso la sua anima, che era magnetizzata dal fuoco della Fiamma Violetta custodita nel ritiro di Zadkiel, egli sapeva che Dio aveva posto in lui l'adempimento di una profezia di Isaia: "E lui preparerà un'insegna per le nazioni, e radunerà gli esuli di Israele e raggrupperà insieme i dispersi Giuda dai quattro angoli della terra." (Isa 11:12).
Filosofo e scienziato inglese francescano (Ilchester, Somerset, 1214 - Oxford 1294), soprannominato Doctor mirabilis. Commentatore dell'opera di Aristotele e sostenitore dei nuovi metodi scientifici, fondati sull'esperienza. Tra le sue opere: l'Opus maius (1267-1268) e l'Opus minus
Come Francesco Bacone visse in Inghilterra dal 1561 al 1626. Come figlio naturale della Regina Elizabetta e Lord Leicester era il giusto erede al trono di Inghilterra. Bandito in Francia dalla Regina, egli fece utili esperienze in una società segreta di scrittori, le "Pleiadi", la cui meta era quella di perfezionare la lingua francese. Più tardi, Francesco Bacone fondò simili società Inghilterra, migliorò la lingua inglese, tradusse la versione King James della Bibbia e scrisse le tragedie di Shakespeare che contengono, in codice, la storia della sua vita e gli insegnamenti della Fratellanza Bianca Universale.
Fu padre dell'empirismo inglese, progettò una riforma di tutte le scienze con l'Instauratio magna (La grande restaurazione). Delle sei sezioni previste ne apparvero solo due: De Dignitate et augmentis scientiarum (1623, già edita in inglese nel 1605) e il Novum Organum Scientiarum (1620)
Francesco Bacone face parte del comitato che fondò l'Ordine Massonico e patrocinò pure la Società dei Rosa Croce, l'Ordine Rosacruciano originale. Nel 1626, sacrificò fama e reputazione, si finse morto ed assistette ai suoi funerali. Quindi si trasferì nel ritiro di Rakoczy in Transilvania per ricevere l'iniziazione finale.
Saint Germain ricevette la sua ultima iniziazione il 1 Maggio 1684, dopo avuto fatto, come lui stesso ebbe modo di commentare, "tante, tante cose", durante le migliaia di anni passati fisicamente sulla Terra ad aiutare l'evoluzione dell'umanità
Poco tempo dopo al nostro adorato fratello maggiore Saint Germain fu permesso di rinascere con un corpo fisico per poter meglio operare con gli esseri umani. Così, nelle corti europee del diciottesimo secolo, divenne noto come Conte di Saint Germain.
Alcuni storici hanno speculato che Saint Germain fosse il "misterioso" terzo figlio di Ferencz Rakoczy II della Casa Reale d'Ungheria, che lottò per secoli al fine di mantenere l'indipendenza e la libertà religiosa in Transilvania. Saint Germain non lo negò mai e tantomeno confermato
Non sappiamo se egli davvero scelse di prendere un corpo nella famiglia di Rakoczy II, o se fece solo credere di provenire da tale famiglia come travestimento conveniente. Comunque non è importante sapere il luogo della sua nascita ma il fatto che, come Maestro asceso, poteva benissimo abitare in più corpi fisici contemporamente al fine di portare a termine la sua missione sulla Terra. Va notato che, mentre in Europa appariva in posti diversi, rivestì anche un'importante nella Rivoluzione americana. Possiamo infatti trovarLo presente nei vari movimenti universali tendenti alla libertà, che si sono susseguiti nei secoli fino a noi, per proseguire nell'Età dell'Acquario.
Il conte di Saint Germain apparve, scomparve, e riapparve nelle corti europee portando il suo realismo in un'epoca che si stava piegando su sé stessa sotto il peso della propria ipocrisia. Voltaire ne fece un valido ritratto in una lettera a Frederick II di Prussia dove lo definì un "un uomo che mai muore, e che sa tutto". L'archivio di Francia contiene prove evidenti che uomini di stato inglesi, olandesi, e prussiani del suo tempo, lo consideravano come un'autorità in molti campi
Il conte di Saint Germain conosceva correntemente molte lingue. Era di temeramento artistico e suonava il violino. Nel laboratorio di alchimia, che gli assegnò Luigi XV nel Castello reale di Chambord, il Conte lavorò con un gruppo scelto di studenti precipitando e perfezionando gemme, (particolarmente i diamanti). Scoprì medicine ed elisir per prolungare vita e mantenersi in buona salute. Secondo il rapporto di un testimone, sarebbe anche stato capace di tramutare in oro dei normali metalli
Il primo maggio 1954, Saint Germain e l'amata Portia, sua corrispondente, furono incoronati Rettori dell'Età dell'Aquario. Da allora hanno il compito di focalizzare sull'umanità la Coscienza Cristica del settimo Raggio, così come Gesù, rettore del sesto Raggio, focalizza quella per l'Era dei Pesci
Nell'Età dell'Acquario, un periodo che durerà circa duemila anni, coloro che seguiranno leggi di libertà e giustizia, potranno vivere pienamente gioendo una completa libertà ed un incondizionato benessere.

estratto dal sito: "www.viveremeglio.org"